
Affacciato sulla zona più incantevole del lago di Garda, per la sua incomparabile posizione, per la varietà e lo splendore della vegetazione determinate dalla mitezza del clima, Fasano è il luogo più adatto per trascorrere soggiorni culturali e naturalistici. Si trova circa a metà della riva occidentale del lago di Garda, nel Parco dell'Alto Garda Bresciano, nel cuore della zona definita "Il Giardino dell'Eden del Lago di Garda".
Fasano è certamente noto per la sua prossimità al Vittoriale, tuttavia l'antico borgo è da scoprire anche per le sue incomparabili colline sovrastate da cipressi e ulivi, per le vallette dove l’acqua zampilla tra i capelvenere, per i giardini, le limonaie e le vecchie trattorie.
È l'unico borgo che gli storici indicano esistente al tempo dei Romani. Notizie emergono anche fra il VII e il IX secolo, ai tempi della dominazione dei Longobardi. La storia di Fasano fu in seguito legata alle sorti di Salò e degli altri comuni della Riviera.

Di origini antichissime, Gardone divenne importante centro durante il medioevo longobardo, quando fu eretta la possente rocca. Appartenne ad importanti famiglie della zona e fu continuamente contesa e sottomessa. Saccheggiata nel 1509 durante la guerra di Giulio II fra la lega di Cambrai e Venezia, si riunì in forza nel 1526 con i Comuni bresciani, costituendo la Magnifica Patria. I continui contrasti si placarono con l'unità d'Italia, e finalmente Gardone poté pensare ad uno sviluppo economico e turistico, grazie anche alla capacità manageriale di un ingegnere viennese, Ludwig Wimmer. Dal 1921 al 1938 Gabriele D'Annunzio elesse Gardone a propria ultima dimora, costruendovi l'incredibile cittadella-museo che chiamò "Il Vittoriale degli Italiani".
"Il Vittoriale: Vittoriale degli Italiani", così D'Annunzio definì la casa - museo che l'avrebbe ospitato negli ultimi anni della sua esistenza, dal 1921 al 1938.
Il 4 Settembre 1917 il Poeta vola sul Garda: in seguito, a questi luoghi dedicherà alcuni versi, brevi ma emblematici " Tutto è azzurro, come un'ebbrezza improvvisa, come un capo che si rovescia per ricevere un bacio profondo. Il lago è di una bellezza indicibile ". Il Vittoriale non è semplicemente una dimora, ma un vero e proprio museo in cui sono contenute reliquie, ricordi, cimeli e tracce del suo inimitabile vivere.
D'Annunzio, che fino al '20 era perseguitato dai creditori, riesce a costruire attorno a sé una cittadella-museo dove poter esaltare le proprie imprese e vivere senza alcun ritegno nell'agiatezza e nel lusso più sfrenato. Il progetto è affidato all'architetto rivano Gian Carlo Maroni, che aveva combattuto con valore ed al quale D'Annunzio aveva già commissionato il Mausoleo dei Maritiri di Fiume.
Trasferitosi definitivamente al Vittoriale nel 1921, D'Annunzio trascorre le giornate in compagnia dell'ultima amante " ufficiale " Luisa Baccara, rinomata pianista alla quale dedica un'intera stanza della casa.
Il Vittoriale è la cittadella di un poeta – soldato: nella penombra della villa D'Annunzio trascorse gli ultimi anni della propria esistenza, scrisse, meditò, pianse il vigore dei propri vent'anni e la discesa inesorabile del tempo.
Villa Alba, in stile neoclassico immersa nel parco comunale e oggigiorno di proprietà del Comune, fu commissionata all'inizio del secolo scorso dall'industriale austriaco Langensiepen all'architetto Shafer, che prese come modello l'Acropoli di Atene; il frontone della facciata richiama infatti quello del Partenone ed il portico, sorretto da eleganti cariatidi, rimanda all'Eretteo. Villa Alba è nota particolarmente per l'immenso parco, cui si accede per un'elegante scalinata, notevole per le pregiate essenze che raccoglie.
Il Giardino botanico Hruska (oggi fondazione Heller): forse l'esempio più affascinante dell' organizzazione armonica messa in atto agli inizi del '900 a Gardone è quello del giardino botanico Hruska: in questo classico giardino di ambiente roccioso fioriscono circa duemila specie di piante e fiori di ogni provenienza, disposte in una sapiente alternanza di montagnole, laghetti e radure. Fu creato agli inizi del '900 dal naturalista Arturo Hruska, medico degli zar. Il giardino è diviso in quattro settori: inglese, giapponese, dolomitico e indiano.